Candela: "Ranieri è stato perfetto fino a oggi. Angelino mi piace tantissimo"

Vincent Candela ha parlato ai microfoni dei canali ufficiali della Roma. Ecco le sue parole.
La Roma ti è sempre rimasta dentro.
"Sono quasi trent'anni che vivo a Roma, le mie figlie sono cresciute a Trastevere. Sto bene qui, ho sempre avuto un bel rapporto con la gente. Mi sento a casa e grazie a loro ho fatto il mio percorso e ancora oggi sono legato alla Roma. Allo stadio sto sempre in piedi perché faccio tutte le cose con passione".
Ha mai pensato a fare l'allenatore?
"Quello è un lavoro vero, dalla mattina alla sera. Il calciatore è un piacere. Una volta ci avevo pensato a fare il quinto anche l'ottavo. Ho grande empatia con il gruppo e farne parte sarebbe bello, mai dire mai".
Ranieri ha cambiato la Roma.
"Far uscire il 200% da tutti è la cosa più difficile. Lo battono in pochi per esperienza. sta riportando la normalità. La squadra ha dei giocatori non per vincere ma per stare in alto in classifica. È stato perfetto fino ad oggi".
Prima è stata sbagliata la percezione della Roma?
"Ha una rosa competitiva. Ha dei campioni ed esperienza, non è poco".
Quanto vi volete bene tu e Totti?
"Ci legano le battaglie in campo. Per 10 anni abbiamo giocato insieme. Ho un bel rapporto perché si fida di me, siamo amici da 30 anni. Ora giochiamo spesso insieme a padel".
È stato emozionante entrare nella Hall of Fame?
"È stata una cosa importante, io vivo di emozioni. Fare parte della Hall of Fame è gratificante sul momento. Sono belle sensazioni".
Angeliño ha faticato inizialmente, ma ha un bel piede.
"Ha avuto un momento difficile ma è un giocatore forte e corre anche più di me. Ora ha iniziato anche a fare gol. È un giocatore importante. Non è facile il suo ruolo ed è un calciatore che mi piace tantissimo. In questo momento è tra i migliori. Ci sono anche Dimarco e Theo Hernandez, ma si sta avvicinando a quei livelli lì. Ho giocato col padre di Theo al Tolosa".
Hai giocato anche con Cafu.
"È stato un campione del mondo, sempre positivo nonostante alcuni problemi che ha avuto. Anche Maicon è stato uno dei più forti della storia".
Un pensiero su Zeman.
"Litigavamo sempre. Ero giovane e non ero abituato ai suoi allenamenti. Però col tempo ho capito che se non lavori in quel modo non rendi. Mi è servito negli anni dopo e lo ringrazio. Mi ha fatto capire che era importante lavorare anche senza il pallone. A me piace correre con la palla. Stare in campo senza pensavo fosse uno spreco di tempo. L'anno dello scudetto ho fatto comprare 11 moto per la squadra. Ogni tanto ci venivo a Trigoria, anche se non si poteva fare".
Che cosa ti auguri per la Roma?
"Sono 4 anni che lo stadio è pieno e mi auguro di vincere non dico lo scudetto ma ci basta poco. La gente è appassionata. Sarei felice se la Roma vincesse perché i tifosi sono felici. Tra poco c'è il centenario..."
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