Soulé: "Contro la Juventus una partita speciale, De Rossi e i Friedkin mi hanno covinto a dire sì alla Roma"

Soulé: "Contro la Juventus una partita speciale, De Rossi e i Friedkin mi hanno covinto a dire sì alla Roma"Vocegiallorossa.it
Ieri alle 09:06Interviste
di Redazione VGR

La sfida di domenica sera tra Roma e Juventus sarà importante per la corsa all'Europa, ma avrà anche un sapore speciale per Matias Soulé. Il fantasista argentino, arrivato in estate nella Capitale proprio dal club bianconero, è uno dei grandi ex della Vecchia Signora, che ha deciso di venderlo per fare cassa dopo l'ottima annata in quel di Frosinone. Il classe 2003 è protagonista di una lunga intervista proposta da La Stampa nella sua prima pagina sportiva: "Una partita speciale, specialissima - esordisce Soulé -. Sono stato cinque anni alla Juventus, ero un ragazzo sedicenne. La sfida di domenica sarà ancora più particolare per la classifica: noi e loro ci giochiamo un posto in Champions".

Dopo il prestito al Frosinone, lo sbarco alla Roma. Cosa l'ha convinta a sposare il progetto dei Friedkin?
"Un giorno mi ha telefonato il mio procuratore dicendo che mi che mi voleva la Roma. Ho approfondito l'interesse, parlato con De Rossi e i proprietari e mi hanno convinto. Dalla prima chiamata della Roma avevo già capito che sarei venuto qui. Dopo qualche giorno di attesa, con qualche timore che potesse saltare, il trasferimento si è concluso per il meglio".

Consiglierebbe di allestire una seconda squadra anche alla Roma?
"Certamente. Aiuterebbe tanti ragazzi. E soprattutto sarebbe anche qualcosa di buono per la società".

Come ha vissuto l'esonero di De Rossi?
"Sono stati momenti difficili, anche duri. Ma nel calcio può succedere di tutto e tu calciatore devi stare sempre concentrato e cercare di ragionare lucidamente con la tua testa".

Il suo rapporto con Ranieri?
"Ho provato subito a fare quello che mi diceva. Lui ha avuto ragione, mi chiedeva di toccare meno il pallone e provare lo stesso la giocata. Poi mi lascia la libertà, negli ultimi metri, di puntare l'avversario e vedere la porta. Mi ha aiutato tanto, lo ringrazio".

Cosa è cambiato nella Roma?
"L'aria che si respira. Il mister ha dato tranquillità e fiducia a tutti, anche ai nuovi. La sua grande esperienza ci è servita. Ora si vede che viviamo un momento positivo".

L'approdo in Champions League dipenderà da Roma-Juve?
"Mancano otto partite, otto finali. Ora Juve, poi Lazio e Verona: dobbiamo fare punti".

Se la Roma andasse in Champions e la Juve no, sarebbe una piccola vendetta?
"No, non ho vendette da prendermi e ora penso solo alla Roma",